ZERO ALCOL

logo-zero-alcol

CAMPAGNA DI PREVENZIONE
CONTRO L’ALCOLISMO GIOVANILE

Il perché della Campagna

Il consumo di alcol pro capite in Italia è tra i più bassi di Europa. Annualmente vengono bevuti annualmente 6, 10 lt di alcol a testa contro i 9,82 lt europei.
Sebbene il dato si avvicini a quello “suggerito” dall’OMS, si registrano dei cambiamenti preoccupanti nelle modalità di consumo. Si beve, infatti, sempre meno vino a tavola e si beve sempre più lontano dai pasti e fuori casa.
Entrano in scena nuovi consumatori: i binge drinkers, coloro che bevono per ubriacarsi, tra questi il 6, 3% della popolazione con più di 11 anni.

Nel 2013 il 54% dei ragazzi e il 41% delle ragazze tra gli 11 e i 25 anni ha consumato almeno una volta l’anno una bevanda alcolica.
Tra gli 11 e i 25 anni l’abitudine è quella di bere alcol almeno una volta alla settimana fuori casa e lontano dal controllo dei genitori, in caso di minorenni. Aumentano i comportamenti a rischio tra i 18 e i 25 anni. Il binge drinking rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata.
In base ai dati ISTAT il 10% della popolazione tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento di consumo a rischio (11,7% maschi e 8,5% femmine).
Tra i giovanissimi di 11-17 anni è più frequente, rispetto alle altre fasce di età, l’abitudine ad effettuare l’ultimo episodio di binge drinking in discoteca (33,3%), mentre tra i giovani di 18-24 anni è più frequente l’abitudine ad effettuarlo al bar, pub o birreria (55,9%).

Tra le bevande preferite dai giovani vi è tra i ragazzi la birra soprattutto seguita da aperitivi alcolici (alcolpops) e tra le ragazze gli aperitivi alcolici (alcolpops) seguiti dalla birra.
Le diagnosi delle fasce di età più giovani (15-35 anni) presentano le più alte prevalenze per abuso di alcol, seguite da avvelenamento da antagonisti dell’alcol ed effetti tossici dell’alcol.
Aumentano anche le malattie alcol correlate. I giovanissimi fino a 14 anni sono affetti quasi esclusivamente da diagnosi di avvelenamento da antagonisti dell’alcol e da effetti tossici dell’alcol.
Nell’anno 2012 gli alcoldipendenti presi in carico presso i servizi alcologici pubblici sono stati 69.770, valore massimo della serie storica per questo dato.
Di fronte a questa situazione, si può intervenire esclusivamente facendo della prevenzione nelle fasce “deboli” della società, nei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, per spiegare loro il perché il bere fa male, dando una prospettiva a 360° sui rischi alcol correlati.

Lo svolgimento del progetto

Il progetto, che si sviluppa sull’assunto che sia necessario educare a un giusto consumo di alcol e non “curare” gli effetti, anche psicologici, di un consumo esagerato, dal 2015 si svolge in tre incontri.

Durante il primo appuntamento si presenta il progetto. Dopo un’introduzione ai problemi medici correlati al consumo di alcol in giovane età, degli esperti giuristi spiegano i problemi legali che possono sorgere dopo il consumo/abuso di alcol. Sono distribuiti dei questionari per comprendere cosa i ragazzi sanno sulle bevande alcoliche.

Il focus del secondo incontro è legato ai danni sulla salute derivati dallo scorretto consumo di alcol. Si riportano anche delle testimonianze di ex alcolisti.

Il terzo è incentrato sulla distribuzione di un questionario finale per comprendere cosa i ragazzi hanno recepito ed è trattato il tema di come i media, anche a volte in maniera scorretta, raffigurano l’alcol.

Al fine delle giornate è organizzato un convegno conclusivo sui temi trattati.

Il progetto attualmente si svolge presso l’Istituto Comprensivo di Via delle Carine a Roma e presso Istituto Maestre Pie Filippine di Frascati con la partnership del Rotarct Club Romano e del Rotaract Club Marco Aurelio.